Il momento di imputazione fiscale del Premio di risultato convertito in welfare

Tempo di lettura: 2 minuti

Quando la risposta della Agenzia delle Entrate ad un interpello fornisce una conferma chiara e univoca ad un modo di analizzare le questioni che è sempre stato quello da te seguito, è un bel momento! La risposta dell’Agenzia conferma, senza più alcuna ombra di dubbio, quanto da noi del Comitato Scientifico di Welfarebit, sulla scorta delle circolari precedenti, abbiamo sempre sostenuto: l’individuazione del momento impositivo in caso di conversione del premio di risultato in welfare aziendale (ai sensi dell’articolo 1, commi 182-190, Legge di Stabilità 2016, e articolo 51, Tuir) è il periodo d’imposta in cui il dipendente ha optato per la conversione del premio di risultato sulla base del valore del benefit scelto.

Pertanto, il rispetto del limite annuo di 3.000 euro dovrà essere considerato nel momento in cui il dipendente esercita l’opzione per sostituire il premio di risultato agevolabile con il paniere dei servizi welfare.

Per quanto concerne, invece, il momento di percezione dei benefit sostitutivi del premio di risultato, la retribuzione deve essere imputata in base al momento di effettiva percezione della stessa da parte del lavoratore.

Tale principio si applica sia con riferimento alle erogazioni in denaro sia con riferimento alle erogazioni in natura mediante l’assegnazione di beni o servizi, ovvero il momento di percezione coincide con quello in cui il fringe benefit esce dalla sfera patrimoniale dell’erogante per entrare in quella del dipendente. Pertanto, in relazione alla fattispecie in esame, con particolare riferimento ai servizi welfare concernenti:

  • la contribuzione alla previdenza complementare e/o alla cassa sanitaria;
  • i rimborsi spese previsti dall’articolo 51, comma 2, lettere f-bis) e f-ter), Tuir;
  • le opere e servizi di cui all’articolo 51, comma 2, lettera f), Tuir;
  • i buoni spesa o i buoni carburante entro il limite di 258,23 euro;
  • il rilascio dell’abbonamento per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale;

gli stessi si considerano percepiti dal dipendente, e conseguentemente esclusi dal reddito, nei limiti previsti dall’articolo 51, commi 2 e 3, Tuir, nel momento in cui quest’ultimo effettua la scelta del servizio welfare tramite la piattaforma, indipendentemente, quindi, dal successivo momento in cui il servizio venga utilizzato o il rimborso erogato, ovvero il datore di lavoro provveda al versamento dei contributi al fondo di previdenza o alla cassa sanitaria.

Da parte dell’azienda, la stessa contabilizzerà i costi del welfare nel momento in cui ha anticipato i fondi alla piattaforma oppure ha rimborsato il dipendente.

Articoli correlati

Inizia a scrivere il termine ricerca qua sopra e premi invio per iniziare la ricerca. Premi ESC per annullare.

Torna in alto